Giobbe 37:1-24 DB1885
[1] Il cuor mi trema eziandio di questo, E si muove dal luogo suo. [2] Udite pure il suo tremendo tuono, E il mormorare ch'esce dalla sua bocca. [3] Egli lo lancia sotto tutti i cieli, E la sua fiamma sopra le estremità della terra; [4] Dopo la quale rugge il tuono; egli tuona con la voce della sua altezza, E non indugia quelle cose, dopo che la sua voce è stata udita. [5] Iddio tuona maravigliosamente con la sua voce; Egli fa cose tanto grandi, che noi non possiam comprenderle. [6] Perciocchè egli dice alla neve: Cadi in su la terra; E parimente al nembo della pioggia, al nembo delle sue forti piogge. [7] Egli rinchiude ogni uomo in casa, Come per riconoscer tutti i suoi lavoratori. [8] E le fiere se n'entrano ne' lor nascondimenti, E dimorano ne' lor ricetti. [9] La tempesta viene dall'Austro, E il freddo dal Settentrione. [10] Iddio, col suo soffio, produce il ghiaccio, E fa che le acque che si diffondevano diventano come di metallo. [11] Egli stanca eziandio le nuvole in adacquar la terra, E disperge le nubi con la sua luce. [12] Ed esse si rivolgono in molti giri, secondo gli ordini suoi Intorno a ciò che hanno a fare, Secondo tutto quello ch'egli comanda loro di fare In su la faccia del mondo, nella terra; [13] Facendole venire, o per castigo, O per la sua terra, o per alcun beneficio. [14] Porgi l'orecchio a questo, o Giobbe; Fermati, e considera le maraviglie di Dio. [15] Sai tu, come Iddio dispone di esse, E come egli fa risplender la luce della sua nuvola? [16] Intendi tu come le nuvole son bilanciate? Conosci tu le maraviglie di colui che è perfetto in ogni scienza? [17] Come i tuoi vestimenti son caldi, Quando egli acqueta l'Austro in su la terra? [18] Hai tu con lui distesi i cieli, I quali son sodi, come uno specchio di metallo? [19] Insegnaci ciò che noi gli diremo; Poichè, per cagione delle nostre tenebre, noi non possiam bene ordinare i nostri ragionamenti. [20] Gli sarebbe egli rapportato quando io avessi parlato? Se vi fosse alcuno che ne parlasse, certo egli sarebbe abissato. [21] Ecco pure gli uomini non possono riguardare il sole, Quando egli risplende nel cielo, Dopo che il vento è passato, e l'ha spazzato; [22] E che dal Settentrione è venuta la dorata serenità; Or Iddio ha intorno a sè una tremenda maestà. [23] Egli è l'Onnipotente, noi non possiam trovarlo; Egli è grande in forza, Ed in giudicio, ed in grandezza di giustizia; Egli non oppressa alcuno; [24] Perciò gli uomini lo temono; Alcun uomo, benchè savio di cuore, no 'l può vedere.
