Giobbe 30:1-31 DB1885
[1] Ma ora, quelli che son minori d'età di me si ridono di me, I cui padri io non avrei degnato mettere Co' cani della mia graggia. [2] Ed anche, che mi avrebbe giovato la forza delle lor mani? La vecchiezza era perduta per loro. [3] Di bisogno e di fame, Vivevano in disparte, e solitari; Fuggivano in luoghi aridi, tenebrosi, desolati, e deserti. [4] Coglievano la malva presso agli arboscelli, E le radici de' ginepri, per iscaldarsi. [5] Erano scacciati d'infra la gente; Ei si gridava dietro a loro, come dietro ad un ladro. [6] Dimoravano ne' dirupi delle valli, Nelle grotte della terra e delle rocce. [7] Ruggivano fra gli arboscelli; Si adunavano sotto a' cardi. [8] Erano gente da nulla, senza nome, Scacciata dal paese. [9] Ed ora io son la lor canzone, E il soggetto de' lor ragionamenti. [10] Essi mi abbominano, si allontanano da me, E non si rattengono di sputarmi nel viso. [11] Perciocchè Iddio ha sciolto il mio legame, e mi ha afflitto; Laonde essi hanno scosso il freno, per non riverir più la mia faccia. [12] I giovanetti si levano contro a me dalla man destra, mi spingono i piedi, E si appianano le vie contro a me, per traboccarmi in ruina; [13] Hanno tagliato il mio cammino, si avanzano alla mia perdizione, Niuno li aiuta; [14] Sono entrati come per una larga rottura, Si sono rotolati sotto le ruine. [15] Spaventi si son volti contro a me, Perseguitano l'anima mia come il vento; E la mia salvezza è passata via come una nuvola. [16] Ed ora l'anima mia si versa sopra me, I giorni dell'afflizione mi hanno aggiunto. [17] Di notte egli mi trafigge l'ossa addosso; E le mie arterie non hanno alcuna posa. [18] La mia vesta è tutta cangiata, per la quantità della marcia delle piaghe, E mi stringe come la scollatura del mio saio. [19] Egli mi ha gittato nel fango, E paio polvere e cenere. [20] Io grido a te, e tu non mi rispondi; Io mi presento davanti a te, e tu non poni mente a me. [21] Tu ti sei mutato in crudele inverso me; Tu mi contrasti con la forza delle tue mani. [22] Tu mi hai levato ad alto; tu mi fai cavalcar sopra il vento, E fai struggere in me ogni virtù. [23] Io so certamente che tu mi ridurrai alla morte, Ed alla casa assegnata ad ogni vivente. [24] Pur non istenderà egli la mano nell'avello; Quelli che vi son dentro gridano essi, quando egli distrugge? [25] Non piangeva io per cagion di colui che menava dura vita? L'anima mia non si addolorava ella per i bisognosi? [26] Perchè, avendo io sperato il bene, il mal sia venuto? Ed avendo aspettata la luce, sia giunta la caligine? [27] Le mie interiora bollono, e non hanno alcuna posa; I giorni dell'afflizione mi hanno incontrato. [28] Io vo bruno attorno, non già del sole; Io mi levo in pien popolo, e grido. [29] Io son diventato fratello degli sciacalli, E compagno delle ulule. [30] La mia pelle mi si è imbrunita addosso, E le mie ossa son calcinate d'arsura. [31] E la mia cetera si è mutata in duolo, E il mio organo in voce di pianto.
