Neemia 10:1-39 DB1885
[1] Or quelli che aveano la cura d'apporre i suggelli furono Neemia, Hattirsata, figliuolo di Hacalia, e Sedechia, [2] Seraia, Azaria, Geremia, [3] Pashur, Amaria, Malchia, [4] Hattus, Sebania, Malluc, [5] Harim, Meremot, Obadia, [6] Daniele, Ghinneton, Baruc, [7] Mesullam, Abia, Miamin, [8] Maazia, Bilgai, e Semaia; costoro erano i sacerdoti. [9] E i Leviti furono: Iesua, figliuolo di Azania; e Binnui, de' figliuoli di Henadad; e Cadmiel; [10] e i lor fratelli: Sebania, Hodia, [11] Chelita, Pelaia, Hanan, Mica, [12] Rehob, Hasabia, Zaccur, Serebia, [13] Sebania, Hodia, Bani, Beninu. [14] I capi del popolo furono: Paros, Pahat-Moab, Elam, Zattu, Bani, [15] Bunni, Azgad, [16] Bebai, Adonia, Bigvai, Adin [17] Ater, Ezechia, Azzur, [18] Hodia, Hasum, [19] Besai, Harif, Anatot, [20] Nebai, Magpias, Mesullam, [21] Hezir, Mesezabeel, Sadoc, [22] Iaddua, Pelatia, Hanan, Anania, [23] Hosea, Hanania, Hassub, [24] Lohes, Pilha, Sobec, [25] Rehum, Hasabna, Maaseia, [26] Ahia, Hanan, Anan, [27] Malluc, Harim, Baana. [28] E il rimanente del popolo, sacerdoti, Leviti, portinai, cantori, Netinei, e tutti quelli che si erano separati da' popoli de' paesi, per la Legge di Dio, le lor mogli i lor figliuoli, e le lor figliuole, tutti quelli che aveano senno e conoscimento, [29] si attennero a' lor fratelli, i più notabili d'infra loro; e convennero per giuramento ed esecrazione, di camminar nella Legge di Dio, la quale fu data per Mosè, servitor di Dio; e di osservare, e di mettere in opera tutti i comandamenti del Signore Iddio nostro, e le sue leggi, ed i suoi statuti. [30] E che noi non daremmo le nostre figliuole a' popoli del paese, e che non prenderemmo le lor figliuole per li nostri figliuoli; [31] e che noi non prenderemmo nulla in giorno di sabato, o in altro giorno sacro, da' popoli del paese, che portano merci, e ogni sorta di derrate al giorno del sabato, per venderle; e che noi lasceremmo vacar la terra ogni settimo anno; ed in quello rilasceremmo ogni riscossa di debiti. [32] Noi imponemmo eziandio a noi stessi per legge, di pagare ogni anno la terza parte d'un siclo per testa, per lo servigio della Casa dell'Iddio nostro; [33] per li pani che si doveano disporre per ordine, e per l'offerta continua, e per l'olocausto continuo; e per quelli de' sabati, delle calendi, e delle feste solenni: e per le cose sante, e per li sacrificii per lo peccato, per fare il purgamento, de' peccati per Israele, e per ogni altra cosa che si conveniva fare nella Casa dell'Iddio nostro. [34] Noi tirammo eziandio le sorti fra i sacerdoti, i Leviti, e il popolo, per l'offerta delle legne; acciocchè a' tempi assegnati anno per anno, per le case nostre paterne, ne fossero portate alla Casa dell'Iddio nostro, per ardere sopra l'Altar del Signore Iddio nostro, come è scritto nella Legge. [35] Noi ordinammo ancora di portare ogni anno, nella Casa del Signore, le primizie della nostra terra, e le primizie d'ogni frutto di qualunque albero; [36] e i primogeniti de' nostri figliuoli, e delle nostre bestie da vettura, secondo che è scritto nella Legge; e di menare alla Casa del nostro Iddio, a' sacerdoti che fanno il servigio nella Casa dell'Iddio nostro, i primogeniti del nostro grosso e minuto bestiame; [37] ed anche di portar le primizie della nostra pasta, e le nostre offerte, così de' frutti di qualunque albero, come dell'olio e del vino, a' sacerdoti, nelle camere della Casa dell'Iddio nostro; e di pagar la decima della rendita della nostra terra a' Leviti; e che i Leviti leverebbero le decime in tutte le città dove noi lavoreremmo la terra; [38] e che un sacerdote, figliuolo d'Aaronne, sarebbe co' Leviti, quando si leverebbe la decima da' Leviti; e che i Leviti porterebbero le decime delle decime nella Casa dell'Iddio nostro, nelle camere, nel luogo de' magazzini [39] (conciossiachè i figliuoli d'Israele, e i figliuoli di Levi, abbiano da portar le offerte del frumento, e del vino, e dell'olio, nelle camere, ove sono gli arredi del santuario, e i sacerdoti che fanno il servigio, e i portinai, e i cantori); e che noi non abbandoneremmo la Casa dell'Iddio nostro.
