I re 17:1-24 DB1885

[1] ALLORA Elia Tisbita, ch'era di quelli della nuova popolazione di Galaad, disse ad Achab: Come il Signore Iddio d'Israele, al quale io ministro, vive, non vi sarà nè rugiada, nè pioggia, questi anni, se non alla mia parola. [2] Poi la parola del Signore gli fu indirizzata, dicendo: [3] Partiti di qui, e volgiti verso l'Oriente, e nasconditi presso al torrente Cherit, ch'è dirincontro al Giordano. [4] E tu berrai del torrente, ed io ho comandato a' corvi che ti nudriscano quivi. [5] Egli adunque se ne andò, e fece secondo la parola del Signore, e andò, e dimorò presso al torrente Cherit, ch'è dirincontro al Giordano. [6] E i corvi gli portavano del pane e della carne, mattina e sera; ed egli bevea del torrente. [7] Ora, in capo all'anno, il torrente si seccò; perciocchè non v'era stata alcuna pioggia nel paese. [8] Allora la parola del Signore gli fu indirizzata, dicendo: [9] Levati, vattene in Sarepta, città de' Sidonii, e dimora quivi; ecco, io ho comandato quivi ad una donna vedova che ti nudrisca. [10] Egli adunque si levò, e andò in Sarepta; e, come giunse alla porta della città, ecco, quivi era una donna vedova, che raccoglieva delle legne; ed egli la chiamò, e le disse: Deh! recami un poco d'acqua in un vaso, acciocchè io beva. [11] E come ella andava per recargliela, egli la richiamò, e le disse: Deh! recami ancora una fetta di pane. [12] Ma ella disse: Come il Signore Iddio tuo vive, io non ho pure una focaccia; io non ho altro che una menata di farina in un vaso, ed un poco di olio in un orciuolo; ed ecco, io raccolgo due stecchi, poi me ne andrò, e l'apparecchierò, per me e per lo mio figliuolo, e la mangeremo, e poi morremo. [13] Ed Elia le disse: Non temere; va', fa' come tu hai detto; ma pur fammene prima una piccola focaccia, e recamela qua fuori; poi ne farai del pane per te e per lo tuo figliuolo. [14] Perciocchè il Signore Iddio d'Israele ha detto così: Il vaso della farina, nè l'orciuol dell'olio non mancherà, fino al giorno che il Signore manderà della pioggia sopra la terra. [15] Ella dunque andò, e fece come Elia le avea detto; ed ella, ed egli, e la casa di essa, ne mangiarono un anno intiero. [16] Il vaso della farina, nè l'orciuol dell'olio non mancarono, secondo la parola del Signore, ch'egli avea detta per Elia. [17] Or avvenne, dopo queste cose, che il figliuolo di quella donna, padrona della casa, infermò; e la sua infermità fu molto grave, talchè egli spirò. [18] Allora ella disse ad Elia: Che ho io a far teco, uomo di Dio? sei tu venuto a me, per far che la mia iniquità sia ricordata, e per far morire il mio figliuolo? [19] Ma egli le disse: Dammi il tuo figliuolo. Ed egli lo prese dal seno di quella donna, e lo portò nella camera nella quale egli stava, e lo coricò sopra il suo letto; [20] e gridò al Signore, e disse: Signore Iddio mio, hai tu pure anche afflitta questa vedova, appo la quale io albergo, facendole morire il suo figliuolo? [21] Poi egli si distese, per tutta la sua lunghezza, sopra il fanciullo per tre volte, e gridò al Signore, e disse: Signore Iddio mio, torni, ti prego, l'anima di questo fanciullo in lui. [22] E il Signore esaudì la voce d'Elia, e l'anima del fanciullo ritornò in lui, ed egli rivisse. [23] Ed Elia prese il fanciullo, e lo portò giù dalla camera in casa, e lo diede a sua madre, e le disse: Vedi, il tuo figliuolo è vivo. [24] Allora la donna disse ad Elia: Ora conosco che tu sei uomo di Dio, e che la parola del Signore, ch'è nella tua bocca, è verità.

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