Giobbe 9:1-35 DB1885
[1] E GIOBBE rispose e disse: [2] Veramente io so ch'egli è così; E come si giustificherebbe l'uomo appo Iddio? [3] Se Iddio vuol litigar con lui, Egli non gli potrà rispondere d'infra mille articoli ad un solo. [4] Egli è savio di cuore, e potente di forza; Chi si è mai indurato contro a lui, ed è prosperato? [5] Contro a lui, che spianta i monti, Senza che si possa sapere come egli li abbia rivolti sottosopra nella sua ira; [6] Che crolla la terra, e la smuove dal luogo suo; E da cui le colonne di essa sono scosse; [7] Che parla al sole, ed esso non si leva; Che tiene suggellate le stelle; [8] Che distende tutto solo i cieli, E calca le sommità del mare; [9] Che ha fatto i segni del Carro, dell'Orione, delle Gallinelle, E quelli che sono in fondo all'Austro; [10] Che fa cose tanto grandi, che non si possono investigare; E tante cose maravigliose che non si possono annoverare. [11] Ecco, egli passerà davanti a me, ed io nol vedrò; Ripasserà, ed io non lo scorgerò. [12] Ecco, egli rapirà, e chi gli farà far restituzione? Chi gli dirà: Che fai? [13] Iddio non raffrena l'ira sua; Sotto lui sono atterrati i bravi campioni. [14] Quanto meno gli risponderei io, Ed userei parole scelte contro a lui? [15] Io, che quantunque fossi giusto, non risponderei, Anzi chiederei grazia al mio Giudice. [16] Se io grido, ed egli mi risponde, Pur non potrò credere ch'egli abbia ascoltata la mia voce; [17] Conciossiachè egli mi abbia conquiso con un turbo, E mi abbia date di molte battiture senza cagione. [18] Egli non mi permette pur di respirare; Perciocchè egli mi sazia di amaritudini. [19] Se si tratta di forza, ecco, egli è potente; Se di giudicio, chi mi citerà? [20] Benchè io sia giusto, la mia bocca mi condannerà; Quantunque io sia intiero, ella mi dichiarerà perverso. [21] Benchè io sia intiero, io non riconoscerò me stesso; Io avrò a sdegno la vita mia. [22] Egli è tutt'uno; perciò ho detto: Egli distrugge ugualmente l'uomo intiero e l'empio. [23] Se è un flagello, egli uccide in un momento; Ma egli si beffa della prova degl'innocenti. [24] La terra è data in mano all'empio, Il qual copre la faccia de' giudici di essa. Ora, se Iddio non fa questo, chi è egli dunque? [25] Ma i miei giorni sono stati più leggieri che un corriero; Son fuggiti via, non hanno goduto il bene; [26] Son trascorsi come saette, Come un'aquila che vola frettolosa al pasto. [27] Se io dico: Io dimenticherò il mio lamento, Io lascerò il mio cruccio, e mi rinforzerò; [28] Io sono spaventato di tutti i miei tormenti, Io so che tu non mi reputerai innocente. [29] Io sarò reo; Perchè adunque mi affaticherei in vano? [30] Quando io mi fossi lavato con acque di neve, E nettatomi le mani col sapone; [31] Allora pure tu mi tufferesti in una fossa, E i miei vestimenti mi avrebbero in abbominio. [32] Perciocchè egli non è un uomo, come son io, perchè io gli risponda, E perchè noi veniamo insieme a giudicio. [33] Ei non v'è niuno che possa dar sentenza fra noi, Che possa metter la mano sopra amendue noi. [34] Ma rimuova egli pur la sua verga d'addosso a me, E non mi conturbi il suo spavento. [35] Allora io parlerò, e non avrò paura di lui; Perciocchè in questo stato io non sono in me stesso.
