Giobbe 6:1-30 DB1885
[1] E GIOBBE rispose e disse: [2] Fosse pur lo sdegno mio ben pesato, E fosse parimente la mia calamità levata in una bilancia! [3] Perciocchè ora sarebbe trovata più pesante che la rena del mare; E però le mie parole vanno all'estremo. [4] Perchè le saette dell'Onnipotente sono dentro di me, E lo spirito mio ne beve il veleno; Gli spaventi di Dio sono ordinati in battaglia contro a me. [5] L'asino salvatico raglia egli presso all'erba? Il bue mugghia egli presso alla sua pastura? [6] Una cosa insipida si mangia ella senza sale? Evvi sapore nella chiara ch'è intorno al torlo dell'uovo? [7] Le cose che l'anima mia avrebbe ricusate pur di toccare Sono ora i miei dolorosi cibi. [8] Oh! venisse pur quel ch'io chieggio, E concedessemi Iddio quel ch'io aspetto! [9] E piacesse a Dio di tritarmi, Di sciorre la sua mano, e di disfarmi! [10] Questa sarebbe pure ancora la mia consolazione, Benchè io arda di dolore, e ch'egli non mi risparmi, Che io non ho nascoste le parole del Santo. [11] Quale è la mia forza, per isperare? E quale è il termine che mi è posto, per prolungar l'aspettazione dell'anima mia? [12] La mia forza è ella come la forza delle pietre? La mia carne è ella di rame? [13] Non è egli così che io non ho più alcun ristoro in me? E che ogni modo di sussistere è cacciato lontan da me? [14] Benignità dovrebbe essere usata dall'amico inverso colui ch'è tutto strutto; Ma esso ha abbandonato il timor dell'Onnipotente, [15] I miei fratelli mi hanno fallito, a guisa di un ruscello, Come rapidi torrenti che trapassano via; [16] I quali sono scuri per lo ghiaccio; E sopra cui la neve si ammonzicchia; [17] Ma poi, al tempo che corrono, vengono meno, Quando sentono il caldo, spariscono dal luogo loro. [18] I sentieri del corso loro si contorcono, Essi si riducono a nulla, e si perdono. [19] Le schiere de' viandanti di Tema li riguardavano, Le carovane di Seba ne aveano presa speranza; [20] Ma si vergognano di esservisi fidati; Essendo giunti fin là, sono confusi. [21] Perciocchè ora voi siete venuti a niente; Avete veduta la ruina, ed avete avuta paura. [22] Vi ho io detto: Datemi, E fate presenti delle vostre facoltà per me? [23] E liberatemi di man del nemico, E riscuotetemi di man de' violenti? [24] Insegnatemi, ed io mi tacerò; E ammaestratemi, se pure ho errato in qualche cosa. [25] Quanto son potenti le parole di dirittura! E che potrà in esse riprendere alcun di voi? [26] Stimate voi che parlare sia convincere? E che i ragionamenti di un uomo che ha perduta ogni speranza non sieno altro che vento? [27] E pure ancora voi vi gittate addosso all'orfano, E cercate di far traboccare il vostro amico. [28] Ora dunque piacciavi riguardare a me, E se io mento in vostra presenza. [29] Deh! ravvedetevi; che non siavi iniquità; Da capo, il dico, ravvedetevi, io son giusto in questo affare. [30] Evvi egli iniquità nella mia lingua? Il mio palato non sa egli discerner le cose perverse?
