Giobbe 39:1-38 DB1885

[1] Andrai tu a cacciar preda per il leone? E satollerai tu la brama de' leoncelli? [2] Quando si appiattano ne' lor ricetti, E giaccion nelle lor caverne, stando in guato. [3] Chi apparecchia al corvo il suo pasto, Quando i suoi figli gridano a Dio, E vagano per mancamento di cibo? [4] Sai tu il tempo che le camozze delle rocce figliano? Hai tu osservato quando le cerve partoriscono? [5] Annoveri tu i mesi del termine del lor portato, E sai tu il tempo che devono figliare? [6] Elle si chinano, fanno scoppiar fuori il lor feto, Si alleviano delle lor doglie. [7] I lor figli son gagliardi, crescono per le biade, Escono fuori, e non ritornano più a quelle. [8] Chi ne ha mandato libero l'asino salvatico, E chi ha sciolti i suoi legami? [9] A cui io ho ordinato il deserto per casa; E per abitazioni, i luoghi salsugginosi. [10] Egli si beffa dello strepito della città; Egli non ode gli schiamazzi del sollecitator delle opere. [11] I monti, ch'egli va spiando, sono il suo pasco; Ed egli va ricercando qualunque verdura. [12] Il liocorno ti vorrà egli servire? Si riparerà egli presso alla tua mangiatoia? [13] Legherai tu il liocorno con la sua fune, per farlo arare al solco? Erpicherà egli le valli dietro a te? [14] Ti fiderai tu in lui, perchè la sua forza è grande? E gli rimetterai tu il tuo lavoro? [15] Ti fiderai tu in lui ch'egli ti renda la ricolta della tua sementa, E ch'egli te l'accolga nella tua aia? [16] Le ale de' paoni son esse vaghe per opera tua? Od ha da te lo struzzolo le penne e la piuma? [17] Fai tu ch'egli abbandoni le sue uova in su la terra, E che le lasci scaldare in su la polvere? [18] E che dimentichi che il piè d'alcuno le schiaccerà, Ovvero che le fiere della campagna le calpesteranno? [19] Egli è spietato inverso i suoi figli, come se non fosser suoi; Indarno è la sua fatica, egli è senza tema; [20] Perciocchè Iddio l'ha privo di senno, E non l'ha fatto partecipe d'intendimento. [21] Quando egli si solleva in alto, Egli si beffa del cavallo, e di colui che lo cavalca. [22] Hai tu data la forza al cavallo? Hai tu adorna la sua gola di fremito? [23] Lo spaventerai tu come una locusta? Il suo magnifico nitrire è spaventevole. [24] Egli raspa nella valle, si rallegra della sua forza, Esce ad incontrare le armi. [25] Egli si beffa della paura, e non si spaventa, E non si volge indietro per la spada. [26] Il turcasso, e la folgorante lancia, E lo spuntone gli risuonano addosso. [27] D'impazienza e di stizza pare ch'egli voglia trangugiar la terra; E non può credere che sia il suon della tromba. [28] Come prima la tromba ha sonato, egli dice: Aha, Aha; Da lontano annasa la battaglia, Lo schiamazzo de' capitani; e le grida. [29] È per il tuo senno che lo sparviere vola? Che spiega le sue ali verso il mezzodì? [30] L'aquila si leva ella ad alto per lo tuo comandamento? E fai tu ch'ella faccia il suo nido in luoghi elevati? [31] Ella dimora e si ripara nelle rupi, Nelle punte delle rocce, ed in luoghi inaccessibili. [32] Di là ella spia il pasto, Gli occhi suoi mirano da lontano. [33] I suoi aquilini ancora sorbiscono il sangue, E dove sono corpi morti, quivi ella si ritrova. [34] Poi il Signore parlò a Giobbe, e disse: [35] Colui che litiga con l'Onnipotente lo correggerà egli? Colui che arguisce Iddio risponda a questo. [36] E Giobbe rispose al Signore, e disse: [37] Ecco, io sono avvilito; che ti risponderei io? Io metto la mia mano in su la bocca. [38] Io ho parlato una volta, ma non replicherò più; Anzi due, ma non continuerò più.

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