Giobbe 15:1-35 DB1885

[1] ED Elifaz Temanita rispose e disse: [2] Deve un uomo savio pronunziare opinioni vane, Ed empiersi il ventre di vento orientale? [3] Ed argomentar con parole inutili, E con ragionamenti onde non può trarre alcun vantaggio? [4] Sì certo, tu annulli il timor di Dio, Ed impedisci l'orazione che deve farsi davanti a lui. [5] Perciocchè la tua bocca dimostra la tua iniquità, Poichè tu hai scelto il parlar de' frodolenti. [6] La tua bocca ti condanna, e non io; E le tue labbra testificano contro a te. [7] Sei tu il primiero uomo che sia nato nel mondo? O sei tu stato formato avanti i colli? [8] Hai tu udito il segreto di Dio, E ne hai tu sottratta a te la sapienza? [9] Che sai tu, che noi non sappiamo? Che intendi tu, che non sia appo noi? [10] Fra noi vi è eziandio alcun canuto, alcun molto vecchio, Più attempato che tuo padre. [11] Son le consolazioni di Dio troppo poca cosa per te? Hai tu alcuna cosa riposta appo te? [12] Perchè ti trasporta il cuor tuo? E perchè ammiccano gli occhi tuoi, [13] Che tu rivolga il tuo soffio, E proferisca della tua bocca parole contro a Dio? [14] Che cosa è l'uomo, ch'egli sia puro? E che cosa è chi è nato di donna, ch'egli sia giusto? [15] Ecco, egli non si fida ne' suoi santi, Ed i cieli non son puri nel suo cospetto; [16] Quanto più abbominevole e puzzolente È l'uomo, che beve l'iniquità come acqua? [17] Io ti dichiarerò, ascoltami pure, E ti racconterò ciò che io ho veduto; [18] Il che i savi hanno narrato, E non l'hanno celato, avendolo ricevuto da' padri loro; [19] A' quali soli la terra fu data, E per mezzo i cui paesi non passò mai straniero. [20] L'empio è tormentato tutti i giorni della sua vita; Ed al violento è riposto un piccol numero d'anni. [21] Egli ha negli orecchi un romor di spaventi; In tempo di pace il guastatore gli sopraggiunge. [22] Egli non si fida punto di potere uscir delle tenebre; Egli sta sempre in guato, aspettando la spada. [23] Egli va tapinando per cercar dove sia del pane; Egli sa che ha in mano tutto presto il giorno delle tenebre. [24] Angoscia e tribolazione lo spaventano; Lo sopraffanno come un re apparecchiato alla battaglia. [25] Perciocchè egli ha distesa la sua mano contro a Dio, E si è rinforzato contro all'Onnipotente; [26] E gli è corso col collo fermo, Co' suoi spessi e rilevati scudi; [27] Perciocchè egli ha coperto il suo viso di grasso, Ed ha fatte delle pieghe sopra i suoi fianchi; [28] Ed è abitato in città desolate, in case disabitate, Ch'erano preste ad esser ridotte in monti di ruine. [29] Egli non arricchirà, e le sue facoltà non saranno stabili, E il suo colmo non si spanderà nella terra. [30] Egli non si dipartirà giammai dalle tenebre, La fiamma seccherà i suoi rampolli, Ed egli sarà portato via dal soffio della bocca di Dio. [31] Non confidisi già nella vanità, dalla quale è sedotto; Perciocchè egli muterà stato, e sarà ridotto al niente. [32] Questo mutamento si compierà fuor del suo tempo, E i suoi rami non verdeggeranno. [33] Il suo agresto sarà rapito come quel d'una vigna, E le sue gemme saranno sbattute come quelle di un ulivo. [34] Perciocchè la raunanza de' profani sarà deserta, E il fuoco divorerà i tabernacoli di quelli che prendon presenti; [35] I quali concepiscono perversità, e partoriscono iniquità, E il cui ventre macchina fraude.

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