Giobbe 13:1-28 DB1885
[1] Ecco, l'occhio mio ha vedute tutte queste cose, L'orecchio mio le ha udite, e le ha intese. [2] Quanto sapete voi, so anch'io; Io non son da men di voi. [3] E pure io parlerò all'Onnipotente; Io avrò a grado di venire a ragione con lui. [4] Ma certo, quant'è a voi, voi siete rappezzatori di menzogna; Voi siete medici da nulla tutti quanti. [5] Oh! vi taceste pur del tutto, Ciò vi sarebbe reputato in saviezza! [6] Deh! ascoltate la difesa della mia ragione, Ed attendete agli argomenti delle mie labbra. [7] Convienvisi in favor di Dio parlar perversamente, E per rispetto suo parlar frodolentemente? [8] Convienvisi aver riguardo alla qualità sua? Convienvisi litigar per Iddio? [9] Sarebbe egli ben per voi ch'egli vi esaminasse? Gabberestelo voi come si gabba un uomo? [10] Egli del certo vi arguirà, Se di nascosto avete riguardo alla qualità delle persone. [11] La sua altezza non vi sgomenterà ella? Lo spavento di lui non vi caderà egli addosso? [12] I vostri detti memorandi son simili a cenere; Ed i vostri sublimi ragionamenti a mucchi di fango. [13] Tacetevi, e lasciatemi stare, ed io parlerò; E passimi addosso che che sia. [14] Perchè mi strappo io la carne co' denti, E perchè tengo l'anima mia nella palma della mia mano? [15] Ecco, uccidami egli pure; sì spererò in lui; Ma tuttavia difenderò le mie vie nel suo cospetto. [16] Ed egli stesso mi sarà in salvazione; Perciocchè l'ipocrita non gli verrà davanti. [17] Ascoltate attentamente il mio ragionamento; Ed entrivi negli orecchi la mia dichiarazione. [18] Ecco ora, quando io avrò esposta per ordine la mia ragione, Io so che sarò trovato giusto. [19] Chi è colui che voglia litigar meco? Conciossiachè di presente mi tacerò, e spirerò. [20] Sol non farmi due cose, Ed allora io non mi nasconderò dal tuo cospetto. [21] Allontana la tua mano d'addosso a me, E non mi spaventi il tuo terrore. [22] E poi chiama, ed io risponderò; Ovvero, io parlerò, e tu rispondimi. [23] Quante iniquità e peccati ho io? Mostrami il mio misfatto, e il mio peccato. [24] Perchè nascondi la tua faccia, E mi reputi tuo nemico? [25] Stritolerai tu una fronda sospinta? O perseguiterai tu della stoppia secca? [26] Che tu mi sentenzii a pene amare, E mi faccia eredar l'iniquità della mia fanciullezza! [27] E metta i miei piedi ne' ceppi, E spii tutti i miei sentieri, E stampi le tue pedate in su le radici de' miei piedi! [28] Onde costui si disfa come del legno intarlato, Come un vestimento roso dalle tignuole.
