Abacuc 3:1-19 DB1885
[1] L'orazione del profeta Abacuc, sopra Sighionot. [2] O SIGNORE, io ho udito ciò che tu mi hai fatto udire; Signore, timore mi ha occupato; Conserva viva l'opera tua in mezzo degli anni, In mezzo degli anni che tu ci hai notificati; Nell'ira, ricordati di aver pietà. [3] Iddio venne già di Teman; E il Santo, dal monte di Paran; (Sela); La sua gloria coperse i cieli, E la terra fu ripiena della sua lode. [4] Ed egi avea intorno a sè uno splendore simile al sole, E de' raggi a' suoi lati; E quivi era il nascondimento della sua gloria. [5] Davanti a lui camminava la pestilenza, E folgori uscivano dietro a lui. [6] Egli si fermò, e misurò la terra; Egli riguardò, e rendette le genti fiacche; E i monti eterni furono scossi, E i colli antichi furono abbassati; Le andature eterne son sue. [7] Io ho veduto che le tende di Cusan, I padiglioni del paese di Madian, Tremarono di affanno. [8] Il Signore s'era egli adirato contro a' fiumi? Era il tuo cruccio contro alle fiumane? Era la tua indegnazione contro al mare? Quando tu cavalcavi sopra i tuoi cavalli, I tuoi carri erano salvazione. [9] Il tuo arco fu tratto fuori, Il tuo parlare era esecrazioni, e dardi (Sela). Tu fendesti la terra in fiumi; [10] I monti ti videro, e tremarono; Una piena d'acque passò; L'abisso diede la sua voce, Egli levò in alto le sue mani. [11] Il sole e la luna si fermarono nel loro abitacolo; Ei si camminò alla luce delle tue saette, Allo splendor del folgorar della tua lancia. [12] Tu camminasti sopra la terra con indegnazione, Tu trebbiasti le genti con ira. [13] Tu uscisti fuori in salute del tuo popolo, In salute sua col tuo Unto; Tu trafiggesti il capo della casa dell'empio, Spianandola da cima a fondo. (Sela). [14] Tu trafiggesti, co' suoi dardi stessi, il capo delle villate di esso; Essi venivano a guisa di turbo, per dissiparmi; Il lor trionfo era come di genti apparecchiate a divorare il povero di nascosto. [15] Tu camminasti co' tuoi cavalli sopra il mare, Sopra il mucchio delle grandi acque. [16] Or io ho udito, e le mie viscere si sono commosse, Le mie labbra han tremato a quella voce, Un tarlo mi è entrato nelle ossa, Io son tutto spaventato in me stesso; Come avrei io riposo nel giorno della distretta, Quando colui che darà il guasto al popolo salirà contro a lui? [17] Perciocchè il fico non germoglierà, E non vi sarà frutto alcuno nelle viti; La rendita dell'ulivo fallirà, E i campi non produrranno cibo; Le gregge verranno meno nelle mandre, E non vi saranno più buoi nelle stalle. [18] Ma pure, io trionferò nel Signore, Io festeggerò nell'Iddio della mia salute. [19] Il Signore Iddio mio è la mia forza, E renderà i miei piedi simili a que' delle cerve, E mi condurrà sopra i miei alti luoghi. Dato al Capo de' Musici, sopra Neghinot.
